The Unforgiven

The Unforgiven – L’eroe e la sua ombra

Fin dall’alba della scrittura – quella che oggi chiameremmo mitologia, una conoscenza tramandata da bocca a orecchio – e in seguito ad Aristotele – con la nascita della moderna drammaturgia – l’umanità ha sempre avuto bisogno di rappresentare simbolicamente i passaggi della crescita interna.
Vennero quindi concettualizzati quelli che poi Jung chiamò Archetipi, poi ripresi da studiosi dell’animo e della psiche umani come Joseph Campbell, e da story editor come Chris Vogler.

Ecco quindi le figure – dette appunto archetipiche – che oramai conosciamo tutti a menadito: il protagonista (Eroe) deve salvare la sua bella (Principessa) dall’antagonista (Ombra), affrontando i suoi malvagi scherani (Guardiani della soglia) e i più terribili ostacoli (le Prove). Prima di riuscire a farlo, però, dovrà perdere tutto (Crisi) per scoprire la sua vera natura e conquistare la ricompensa (Elisir). Solo in questo modo potrà sconfiggere definitivamente il Male irredimibile. Ad accompagnarlo nel suo viaggio ci potranno essere diverse altre figure di supporto: il saggio Mentore, il Messaggero, la spalla comica (Trickster) e il mutevole Shapeshifter.

Duke Nukem, la summa dell’antieroe.

Ma con la moralità ballerina tipica degli ultimi decenni, questi archetipi così granitici, forti e sicuri di sé hanno cominciato a traballare, e il pubblico ha fatto sempre più fatica a immedesimarsi nel bello e perfetto eroe di turno. Mentre nasceva la letteratura noir e pulp, con eroi ricalcitranti e fumosi, che si muovevano solo per soldi o per l’amore di una femme fatale, pian pianino una figura inedita attirava le attenzioni del mondo dell’intrattenimento…

Figlio illegittimo dell’Eroe e dell’Ombra, l’Antieroe acquisisce gli scopi e gli intenti del primo, ma accetta fin da subito (e anzi, spesso ne è emanazione diretta) l’oscurità della seconda. Ecco allora gli Indiana Jones, gli Han Solo, le Lisbeth, i Deadpool, i Light Yagami, gli Wile E. Coyote e i Max Payne.
A volte semplicemente eroi sbandati, persi, svogliati e improbabili, forzati da un destino superiore. Altre volte veri e propri cattivi: gangster (Scarface), mafiosi (il Padrino), assassini (Dexter)… Casi in cui l’Ombra è superiore alla Luce, e il protagonista è il suo stesso antagonista. Casi in cui spesso, l'”Elisir” – la scoperta di sé stessi e l’unica purificazione possibile – non è altro che la sconfitta, l’abisso, la follia, la morte.

Forse è questo esistenzialismo disperato e nichilista che ci lega all’antieroe e ce lo fa amare così tanto. Difficilmente riusciamo a vederci come Topolino – l’eroe perfetto e infallibile, sempre allegro e con la soluzione pronta – mentre è facilissimo versare una lacrima di solidarietà per le sfortune di Paperino. Ricordiamoci però che la maggior parte delle volte, è lui stesso la causa delle sue “sfortune”.

Cosa si cela “al di là del Bene e del Male”? L’eroe o la sua Ombra? Forse entrambe? Forse nessuna? Chi è l’Unforgiven? Da chi è che non può essere perdonato? Da Dio, dagli altri… o da sé stesso?
Vi aspettiamo al Prato Comics + Play 2019, per immergerci insieme nella grigia ombra e provare tutti insieme quel leggero ma piacevole brivido di freddo.